Uno studio americano su 11.814 parti nelle case maternità extraospedaliere, condotte da ostetriche riporta i seguenti risultati: nessuna mortalità materna, 1.3 per mille di mortalità perinatale...( di Verena Schmid).
Uno studio negli USA
di Verena Schmid, Ostetrica
Uno studio americano su 11.814 parti nelle case maternità extraospedaliere, condotte da ostetriche riporta i seguenti risultati: nessuna mortalità materna, 1.3 per mille di mortalità perinatale, punteggio di APGAR e bambini di basso peso erano uguali o migliori dei centri ospedalieri corrispondenti, la soddisfazione delle donne era al 99%, il 63% delle donne aveva vissuto un incremento dell'autostima verso il 18% delle donne nei parti ospedalieri. Il 99% dei parti erano spontanei verso il 55% in ospedale. Meno del 4% dei parti venivano indotti contro il 40% dei parti in ospedale, il tasso di TC era inferiore al 5% contro il 21% dei parti ospedalieri (Stephenson et al.1995).
Una ricerca su 8556 parti extraospedalieri della Germania (Qualitaetssicherung in der ausserklinischen Geburtshilfe, BDH e. V., BfDH e. V.1999) rileva: mortalità perinatale 2 per mille, bambini con APGAR superiore a 7 il 98,6%, a 10 minuti
99%, esiti fetali: 90% ottimo, 3,6% buono, 4,8% trasferimento in pediatria
(immaturità, ipossia, problemi cardiaci, osservazione), parto spontaneo 93,5%, TC 3,4%, parto vaginale operativo 2,1%; prematurità (prima della 36a settimana) 0,2%, durata del periodo espulsivo: inf. a 15 minuti nel 53,9%, tra 15 - 60 min. 31%, numero di trasferimenti in ospedale 12,9%, di cui il 90% con calma e l'8,1% con emergenza. 11 dei parti erano gemellari, con esiti buoni, senza trasferimenti.
Susanne Houd, maestra ostetrica danese opera in una comunità Innuit nel nord del Canada, dove l'ospedale più vicino sta a 5/6 ore di trasporto con l'aereo, non ci sono strade tra i distantissimi villaggi. Le donne vogliono partorire a casa perché considerano il bambino nato lontano un bambino senza famiglia. Attraverso un'accurata selezione in gravidanza il 25% delle donne viene inviata all'ospedale e il 75% può restare a casa. Nei parti
a casa, finora non c'è stata nessuna mortalità materna né neonatale, il tasso di TC per tutta la popolazione è del 3%(esperienza riportata da S. Houd)
Poi c'è l'esperienza del Professor Rockenschaub, primario della clinica universitaria di Vienna fino al 1984, studioso e osservatore della fisiologia. Nel suo reparto ospedaliero non veniva applicata la cardiotocografia, non ha mai fatto un cesareo per indicazione fetale, il suo tasso di cesarei era del 2% con risultati di mortalità e morbilità neonatale migliori rispetto agli altri ospedali della città (A. Rockenschaub, Gebaeren ohne Aberglauben, Aleanor Verlag, 1998).
La tecnologia medica non ha migliorato gli esiti materni e fetali negli ultimi 20 anni nei paesi sviluppati. OMS (1996): "L'epidemia mondiale di parti operativi merita maggiore attenzione, poiché donne e bambini possono essere danneggiati da interventi inutili. Questi interventi possono essere evitati quando l'assistenza professionale è affidata a persone che non sono qualificate a eseguire interventi operativi, ma che lavorano per mantenere situazioni fisiologiche". La continuità di assistenza con supporto costante e il tuo coinvolgimento attivo nelle scelte assistenziali quindi offre maggiori garanzie per un buon esito per madre e bambino, in presenza di gravidanza fisiologica.
Uno studio americano su 4 milioni di nascite dimostra una notevole differenza nella mortalità infantile, neonatale e IUGR
(ritardo di accrescimento intrauterino) tra gruppi di donne a basso
rischio assistite dal medico e assistite dall'ostetrica. I gruppi seguita dall'ostetrica dimostravano il 19%di mortalità infantile meno, il 33%di mortalità neonatale ed il 31% di IUGR meno rispetto al gruppo assistito dal medico (MacDorman
'98). Non esiste una sola ricerca che dimostri un outcome peggiore con l'assistenza dell'ostetrica rispetto a quella del medico per donne a basso rischio. Tutte le ricerche comparative tra assistenza del medico e dell'ostetrica dimostrano una maggiore soddisfazione della donna e una maggiore autostima nelle donne seguite dall'ostetrica, un dato sempre più considerato negli esiti.
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