Il bonding
Data: Giovedì, 28 dicembre @ 01:37:26 CET
Argomento: Il bonding


Il bonding è un processo fisico, emozionale, ormonale e spirituale, di legame, di relazione d’accudimento tra madre, bambino e padre. Inizia nel periodo pre-natale, si consolida alla nascita e continua per il primo anno di vita. Crea le basi per la futura relazione genitori - bambino e per tutte le relazioni sociali e affettive future...(di Gabriella Fois).

IL BONDING

di Gabriella Fois, Ostetrica

Definizione:
Il bonding è un processo fisico, emozionale, ormonale e spirituale, di legame, di relazione d’accudimento tra madre, bambino e padre. Inizia nel periodo pre-natale, si consolida alla nascita e continua per il primo anno di vita. Crea le basi per la futura relazione genitori - bambino e per tutte le relazioni sociali e affettive future.

Descrizione del tema:
Il bambino alla nascita, quando non viene separato dalla madre, attiva le sue risorse endogene come: l’imprinting (registrazione cerebrale della prima immagine vista dal bambino alla nascita e delle percezioni sensoriali), e la promozione attiva del bonding (unione) madre-bambino. E' un periodo dove la coppia madre-bambino trova un nuovo equilibrio dopo la separazione fisica del parto, infatti in questo periodo avvengono importanti cambiamenti fisici, emotivi e psicologici.

Descrizione
Subito dopo il parto, tu e il bambino, avete la necessità fisiologica di stare insieme soprattutto nelle prime due ore di vita, essenziali, affinché si possano innestare i sistemi di salute primaria. Il bambino ha bisogno di stare ancora unito a te nelle prime due ore dopo il parto, fintanto che si mantengono alti i livelli ormonali e almeno fino a quando il cordone non smette di pulsare; ciò gli assicura l’adattamento alla vita atmosferica. Il bambino comincia a orientarsi attraverso i suoi sensi, ascolta la tua voce, apre gli occhi, ti annusa, muove le labbra e tirando fuori la lingua incomincia a leccarti e strisciando sa arrivare al capezzolo, dove farà la prima conoscenza con il seno e il colostro. Da parte tua in queste due ore con il bambino, grazie agli ormoni del parto spontaneo, ti senti gratificata, attenta, tenera e amorosa, molto presente, provi un senso di potenza (per la materializzazione del bambino) e senti un forte bisogno di ritrovare te stessa, soprattutto quando l'esperienza del parto è stata difficile. Attaccando il bambino al seno stimoli la conclusione del parto con il secondamento e l’espulsione della placenta.
Per gli operatori è un periodo passivo, di osservazione e vigilanza.

I punti critici
Ancora nel più di 50% degli ospedali italiani, il bambino viene separato dalla madre nelle prime due ore dopo il parto. Questa pratica, contraria a tutte le evidenze e raccomandazioni scientifiche impedisce il prezioso processo di bonding e rende l'accudimento futuro del bambino estremamente più difficile, faticoso e meno gratificante.
Quando viene proposta l’anestesia epidurale o viene praticato il taglio cesareo, il naturale adattamento della madre e del bambino è inibito, in quanto la concentrazione ormonale nel dopo parto è completamente diversa che in un parto fisiologico. Il bambino produce poca adrenalina fetale, una sostanza particolare, che lo protegge durante il parto e il periodo del bonding postnatale. Ciò non gli permette di attivare gli stimoli per promuovere il bonding e l’imprinting, gli manca la capacità di orientarsi, di trovare il seno, di trovare il cibo, di succhiare forte e di stimolare così il primo riflesso dall’ipofisi al capezzolo che favorisce la futura produzione del latte.
Spesso l’ostetrica abbandona il suo ruolo di tutore della salute, subito dopo la fuori uscita della sola testa del bambino e lascia, che un operatore del nido aspiri la bocca del bambino non ancora nato. Un bimbo disturbato da stress durante il parto, da farmaci in travaglio, non ha il riflesso dello strisciamento. Anche gli altri riflessi sono indeboliti. Perde la capacità di passare da uno stato comportamentale all’altro in modo armonioso. Sono bimbi che facilmente si svegliano ogni volta che passano dal sonno profondo al sonno attivo, piangono quando stanno per svegliarsi, piangono spesso, hanno difficoltà a stare calmi, a fermarsi. Questo tipo di bambino ha bisogno di essere contenuto dalle braccia materne in modo molto stretto.

I risultati della ricerca
I primi studi sul bonding sono stati fatti da un pediatra, neuropsichiatra Bowlby nel 1965, e dai coniugi Klaus -Kennel. Uno degli esperimenti di Bowlby fu fatto con due modelli artificiali di mamma di scimpanze; uno calda di soffice pelo ma sprovvista di latte alle mammelle e l’altro, freddo di metallo ma con il latte. Il piccolo scimpanze introdotto nella stanza andò ad appendersi alla scimmia calda e pelosa e stava con lei fino a quando non moriva di fame; quindi si lanciava verso la scimmia provvista di latte, beveva velocemente per tornare rapidamente dalla “mamma calda”. Il bambino preferisce quindi l'accoglienza al cibo.

Quando il legame si era già instaurato in gravidanza, il bonding alla nascita si crea più facilmente, altrimenti è più difficoltoso e necessita di tempo.
L’imprinting è stato studiato da Konrad Lorenz. Lorenz fece l’esperimento con le papere, che sgusciando dall’uovo videro lui come prima immagine alla nascita. Per le papere Lorenz rappresentava la madre, infatti non solo lo seguivano ma quando arrivò il momento dovette insegnar loro a volare.

Anche gli etologi Harlow e Timbergen dimostrarono che subito dopo la nascita c’è un periodo critico, molto breve, che non si ripeterà mai più, che è essenziale per l’attaccamento madre e figlio. Niko Timbergen studiò i bambini autistici semplicemente osservando e prendendo appunti e notò che questi bimbi non guardano mai direttamente negli occhi e ipotizzò che era stato disturbato il primo sguardo tra madre e figlio. Harlow evidenziò come disturbando il primo contatto alla nascita si disturba anche la vita sessuale futura del nascituro.

Uno studio fatto da M. Odent ipotizza che rispettare il travaglio e parto fisiologici e il bonding perinatale stimolerebbe la crescita di individui pacifici, in quanto tutti gli ormoni che accompagnano questo periodo concorrono a formare la capacità di amare. Studi sulla criminalità dimostrano relazioni perinatali disturbati.
Allan Shore nei sui studi evidenzia che il potenziale biologico può essere realizzato solo dalle cure materne e così entro certi limiti lo sviluppo normale del cervello può evolvere in base alla relazione con la madre; un attaccamento sicuro è un fattore positivo per la salute mentale e fisica per l’infanzia e l’età adulta.


Fedor Freybergh dice che, se saremo in grado di garantire che ogni bambino è sia amato che desiderato fin dall’inizio, che sia trattato con rispetto e che il rispetto per la vita sia al grado più alto nella scala dei valori umani, se potremo ottimizzarer gli stadi della vita prenatale e perinatale senza frustrazione dei bisogni di base, senza influenze aggressive e psicologicamente nocive, il risultato potrebbe essere quello di una società non violenta. Il modo in cui trattiamo nostro figlio è lo stesso con cui nostro figlio tratterà il mondo


Quello che la ricerca non sa
Non ci sono studi che dimostrano che gli studi praticati sugli animali hanno fondamenta anche nell’essere umano.
Non ci sono dati sulla relazione tra mancato bonding e depressione post partum, depressione neonatale, effetti a lungo termine nella relazione madre-bambino e nelle relazioni sociali.
Non è stato indagato il tema di deprivazione sensoriale e affettiva del neonato.
Gaddini ipotizza un legame tra tali deprivazioni e terrorismo, violenza.

Gli elementi della fisiologia
Gli ormoni
I principali ormoni attivi subito dopo il parto sono cinque.

L’ossitocina, ormone già presente per tutto il travaglio di parto, chiamato anche ormone dell’amore, raggiunge le concentrazioni più alte nel tuo sangue dopo mezzora dalla nascita, quando sei in contatto visivo con il tuo bambino, in contatto pelle a pelle, quando il bambino succhia presto al seno. Il picco ossitocico determina il distacco di placenta, la riduzione delle perdite ematiche, predispone all’allattamento, aumenta la temperatura corporea per tenere caldo il bambino, induce al comportamento materno, favorisce l’innamoramento tra te e il tuo bambino e il papà.

L’adrenalina materna produce l’imprinting in te, l’immagine del bambino rimane stampato dentro di te. Non lo confonderai più con nessun’altro. Inoltre l'adrenalina ti fa sentire sveglia, energica, in allerta, i tuoi sensi sono tesi, sei attenta ai segnali. Mantiene in memoria in modo indelebile il tuo parto.

L’adrenalina fetale stimola l'imprinting del bambino e il bonding delle prime due ore a un livello biologico molto profondo che non si ripeterà mai più. Al bimbo rimangono impressi in modo permanente tutti gli stimoli che riceve attraverso i suoi canali sensoriali nella sua mente e nel suo corpo.

Le endorfine sono secrete contemporaneamente all’adrenalina e all’ossitocina, e aumentano con il contatto pelle a pelle. Il loro livello molto alto nelle due ore dopo il parto permette di ricordare il parto come un evento gratificante e crea la voglia di ripetere l'esperienza, favorisce il legame.

La prolattina viene stimolata da ossitocina e endorfine, dal contatto pelle a pelle e dalle carezze; agisce sulla produzione del latte e sui comportamenti materni di nidificazione e di accudimento. Stimola l'istinto di protezione anche attraverso l’aggressività. Viene secreta maggiormente la notte.

Il colostro
Al momento del parto con lo stimolo dell’ossitocina, si incrementa la produzione del colostro. Il colostro è il primo cibo dell’uomo.
Lo stomaco e l’intestino del neonato sono sterili. Le mucose devono imparare a ricevere e metabolizzare il cibo, a riempirsi e svuotarsi in modo graduale. Il colostro è concentrato non quantificabile in peso, bensì in qualità, è molto nutriente e contiene zuccheri, proteine, vitamine, sali minerali, enzimi e grassi.

Contiene fattori immunitari, un concentrato di anticorpi che per azione del fattore bifido, lo rendono capace di combattere sia i batteri che i virus, la lattoferrina, che catturando il ferro inibisce l’attacco dei batteri.
Ha potere lassativo, aiuta il neonato a liberarsi del meconio permettendo lo sviluppo di un’abbondante flora batterica, capace di produrre la vitamina K per la prevenzione della malattia emorragica neonatale

Contiene ormoni, endorfine con il loro ruolo importante per l’adattamento a situazioni di stress e al dolore, per sentimenti di piacere, di appagamento e di soddisfazione. Il neonato, insieme al cibo, riceve calore, rassicurazione e amore che permettono l’instaurarsi di un legame solido e di fiducia. Il capezzolo colonizzato dalla saliva del neonato, produce immunoglobuline specifiche. Il colostro contiene linfociti che contribuiscono allo sviluppo dell’immunocompetenza.

L’imprinting batteriologico
Il bambino viene a contatto con gli anticorpi tuoi attraverso la placenta e il cordone ombelicale già in gravidanza.
Quando si rompono le membrane, il bambino entra direttamente a contatto con i batteri vaginali tuoi, avviene la prima sua colonizzazione, soprattutto della cute e delle mucose. Dopo il parto il contatto prolungato con te, pelle a pelle (non toccato da altri operatori) determina la colonizzazione del bambino da parte di batteri amici, cioè sempre tuoi, per la quale il bambino è già immunocompetente. La colonizzazione batterica è importante per la prevenzione delle infezioni intestinali, dell’apparato urinario, della cute e delle mucose, per la protezione da infezioni ospedaliere con germi a lui estranei. L’imprinting batteriologico determina l’odore corporeo personale permanente del bambino, importante per la sessualità, la comunicazione, la relazione anche da adulti.


Lavarlo con disinfettanti, saponi, prima del contatto con te, espone il bambino al rischio di infezioni. In Giappone è stato condotto uno studio dove si è visto che un alta percentuale di bimbi portati al nido immediatamente dopo la nascita, hanno sviluppato in quinta giornata infezioni da Escherichia Coli e a distanza di un mese infezioni respiratorie.

Gli aspetti globali
I canali biologici e genetici in lui e in te promuovono i sentimenti di attaccamento e di accudimento, facilitano i processi emozionali di conoscenza e di adattamento, inducono codici comportamentali, danno sempre più forma alla relazione tra te e il tuo bambino. Il bambino è guidato dall’istinto, cerca il nutrimento in tutti i suoi aspetti. Le primissime ore successive al parto sono il periodo più sensibile per lo stabilirsi di un rapporto intimo e profondo, in cui tu e il bambino vi sintonizzate in un dialogo che inizia dal contatto corporeo e si sviluppa in un linguaggio unico e specifico. Le condizioni particolari in cui vi trovate attivano al massimo le vostre competenze biologiche.

Le competenze materne tue sono:

  • nutrimento del bambino emozionale e fisico.
  • accettazione del bimbo come altra persona, dargli amore
  • adattamento del tuo ritmo psicofisico con quello del bambino
  • istinto di conservazione e di protezione
  • adattamento e reazione

Le competenze del neonato si fondano tutte su percezioni e sensazioni legate a tutti gli organi di senso, allenati e "istruiti" durante i mesi della gravidanza e su fattori individuali, caratteriali.

  • Competenze sensoriali ( capacità di orientarsi )
  • Competenze comportamentali: sonno profondo, sonno attivo, stati di transizione, veglia quieta, veglia attiva (pianto)
  • Riflessi di rotazione e di suzione
  • Competenze motorie: capacità di fermarsi, di strisciare, capacità di erezione del capo (forte nelle prime due ore per cercare il seno)
  • Competenze di comunicazione: capacità di indurre tenerezza e atteggiamenti di accudimento negli adulti ( sguardo intenso, movimenti, odore, occhi grandi), capacità di imitare il volto umano.

Il bambino ha bisogno di essere accolto, contenuto fisicamente e nella relazione, accudito, nutrito, amato, consolato, tollerato, ricevere attenzione, disponibilità, stimolato sensorialmente, appagato nei bisogni primari, mosso, fermato, in relazione, regolare ritmicamente le sue funzioni biologiche, avere a disposizione una persona di cura sufficientemente buona.


Le implicazioni per la pratica assistenziale
Seguendo le indicazioni della ricerca e della fisiologia, il team della sala parto può rivedere la pratica dell'assistenza post parto adottata e aggiornarla nell'ottica della centralità di madre e bambino. Si tratta anche di metter da parte la sete di protagonismo dove l’assistenza viene spezzettata per dare un ruolo d'intervento ai diversi professionisti sulla scena.
E' competenza specifica dell’ostetrica la totale gestione di questo momento fondamentale per la costruzione della salute della coppia madre-bambino e di conseguenza, di tutta la società.


Le scelte possibili per te
Puoi chiedere all'ostetrica che ti assiste, di farsi carico dell'assistenza anche nelle due ore dopo il parto e di proteggere questo momento, possibilmente di seguirti almeno fin dal travaglio nella continuità dell’assistenza e nel rispetto della fisiologia della nascita.
Puoi stendere un "piano del parto" dove esprimi i tuoi desideri e chiedi che ti venga chiesto il consenso per ogni interferenza e che sia motivata.
Puoi semplicemente accogliere il tuo bambino e tenerlo con te, nelle tue braccia, senza cederlo ad altri.
Puoi coinvolgere il tuo partner nella richiesta di ottenere la permanenza continua del bambino con voi.
Puoi scegliere un luogo del parto dentro o fuori dall'ospedale che ti permette di accogliere il tuo bambino come vuoi tu.

Cosa può fare l’ostetrica
L’ostetrica favorisce e rispetta il primo incontro madre-bambino-padre, proteggendovi da interferenze esterne di altri operatori che si vogliono far carico della salute del bambino. Fa parte delle sue competenze professionali, rilevare e controllare il benessere del neonato e prestargli le prime cure. E' importante che tocchi il meno possibile il bambino e incoraggi te e il tuo partner ad essere autonomi e ad essere i soli responsabili del benessere del vostro bambino.

Cosa può fare il medico
Può conoscere e rispettare la fisiologia del dopo parto per favorire la vostra salute; può acquisire nuovi riferimenti, di tipo osservazionale, per stabilire se siete in salute. Se il bambino necessita di qualche intervento medico, questo spesso può essere fatto vicino a te, lasciando pulsare ancora il cordone ombelicale.

Cosa puoi fare tu
Conoscere le pratiche ospedaliere dei reparti di ostetricia della tua zona, per poterti rivolgere agli ospedali che ti possano garantire il rispetto assoluto di questo momento, anche nel caso tu abbia dovuto affrontare un taglio cesareo.
Conoscere i bisogni e i desideri del tuo bambino al momento dell'accoglimento
Chiedere al tuo bambino dove vorrebbe nascere e come vorrebbe essere accolto
Informarti di più sul tema della prima relazione
Curare il bonding prenatale, cercando una relazione attiva, interiore con il tuo bambino

Cosa può fare il tuo partner
Frequentare un corso in gravidanza che possa aiutarlo a conoscere meglio la fisiologia in gravidanza, nel parto e nel dopo parto. Esserti già molto vicino in gravidanza per poter entrare meglio in contatto con il vostro bambino, capire e sostenere le tue scelte fino in fondo, proteggervi da interferenze esterne che possano portare allo squilibrio della vostra salute. Essere presente a se stesso evitando che faccia delega agli operatori nel dopo parto della salute tua e del bambino; partecipare alla scelta sul tipo di imprinting e accoglienza per il vostro bambino.

Quali sono le domande da porre
Quanti operatori seguiranno il mio parto?
Dopo il parto interverranno altri operatori? C'è l'obbligo del pediatra in sala parto?
Posso tenere il bambino tutto il tempo che voglio subito dopo la nascita?
Le pratiche assistenziali di routine possono essere rimandate a due ore dopo il parto?
Se ho bisogno di un cesareo o di altri interventi medici, posso accogliere il mio bambino? Lo può fare il mio partner?

Quali sono i miei diritti
Quando il tuo bambino sta bene alla nascita, è un tuo diritto tenerlo con te, tutto il tempo che vi servirà, per essere soddisfati entrambi. Non c’è nessuna legge che sottolinei la necessità di una visita pediatrica precoce, per stabilire se il bambino è in salute. Vi sono regolamenti interni agli ospedali ai quali però hai il diritto di non aderire.

Come puoi saperne di più
Bibliografia:
Lorenzo Braibanti Parto e nascita senza violenza Red edizioni
Michel Odent Il bebé è un mammifero Red edizioni
Donald Winnicot I bambini e le loro madri La cortina
Jean Liendloff Il concetto del continum Meridiana
Donna & Donna Il giornale delle ostetriche n°17, n°22, n° 29, n° 33, n°, 36, n°39, n° 40-41(M. Odent, F.Freyberg, A. Shore, intervista a Bowlby). Ed. Scuola Elementale di Arte Ostetrica srl
Renate Gaddini: Early care and the roots of internalisation,1987
La guerra al terrorismo comincia nella culla, Il giornale italiano di psicologia e di educazione prenatale,anno 3, n. 4, p. 47 - 52,2003
Diritti regionali delle partorienti
Dichiarazione universale dei diritti dell’ONU 1948
Convenzione sui diritti del fanciullo ONU 1989
Tecnologie appropriate per la nascita, OMS Raccomandazioni 9/5/1985
L’alimentazione del neonato e del bambino, OMS Dichiarazione 1979







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