La modalità attiva, attualmente pratica corrente ospedaliera, comporta il taglio precoce del cordone, l'uso di farmaci per via endovenosa o intramuscolare al momento dell'espulsione della spalla anteriore del bambino, manovre di trazione controllata del cordone e di "spremitura" dell'utero, per cui, premendo sulla pancia della neomamma stimolando la contrazione dell'utero da una parte e tirando il cordone dall'altra parte, si provoca il distacco e la fuoriuscita della placenta. I tempi sono brevi, inferiore ai 30 minuti...(di Alessandra Cellana).
IL SECONDAMENTO

di Alessandra Cellana, Ostetrica
Definizione
Espulsione della placenta o parto della placenta con modalità attiva o passiva.
Descrizione del tema
La modalità attiva, attualmente pratica corrente ospedaliera, comporta il taglio precoce del cordone, l'uso di farmaci per via endovenosa o intramuscolare al momento dell'espulsione della spalla anteriore del bambino, manovre di trazione controllata del cordone e di "spremitura" dell'utero, per cui, premendo sulla pancia della neomamma stimolando la contrazione dell'utero da una parte e tirando il cordone dall'altra parte, si provoca il distacco e la fuoriuscita della placenta. I tempi sono brevi, inferiore ai 30 minuti.
Vantaggi:
- minore perdita ematica nel 30-40% delle donne.
Svantaggi:
- forse maggiore ritenzione placentare (dati incerti)
- manovra dolorosa per la donna
- nausea, vomito
- emicrania, ipertonia uterina
- con solo ergometrina è possibile: arresto cardiaco, emorragia cerebrale, infarto del miocardio, eclampsia, edema polmonare (rare)
quando
viene somministrato l'uterotonico, il cordone deve essere clampato presto (rischio: ipertrasfusione, coliche neonatali nel primo trimestre per l'effetto sulla muscolatura liscia)
La conduzione attiva comporta anche la trazione controllata del funicolo. Questo comporta l'attesa sempre di un segno di distacco, poi: una mano è posta appena sopra il pube e fa pressione in direzione de fondo uterino, l'altra tira il funicolo.
Vantaggi:
Svantaggi:
- taglio immediato del cordone
- rottura del funicolo
- disagio della madre
- distacco parziale della placenta
- inversione uterina
- disturba il processo dell'accoglimento
La modalità passiva comporta l'attesa dello svolgimento fisiologico di distacco della placenta: il cordone viene lasciato integro, il bambino è con la madre, non si somministrano farmaci, non si eseguono manovre di spremitura salvo che non se ne ravveda la necessità clinica. L'ostetrica facilita il primocontatto madre-bambino, bonding e imprinting. I tempi sono spesso lunghi, fino a due ore.
Vantaggi:
- nessun disagio per te
- cordone integro
- secondamento come competenza biologica
- posizione eretta, spinta attiva
- tempo per vivere l'esperienza della nascita e l'accoglimento del bambino
- prevenzione dei rischi da conduzione attiva
- degli studi trovano che le madri senza sintometrina allattano più a lungo
- numerosi vantaggi per il bambino
Svantaggi:
- possibilità di maggior perdita ematica (non è chiaro se ciò sia effettivamente svantaggioso, dato l'aumento di liquidi nella circolazione materna durante la gravidanza)
- tempi più lunghi per lasciare la sala parto.
I punti critici
Le ricerche scientifiche affermano che il secondamento attivo sembra più sicuro e che riduca la perdita di sangue dopo parto. Non tengono conto di possibili effetti negativi dati dal taglio precoce del cordone e dalla somministrazione di farmaci.
Tutte le ricerche sono state fatte in centri a conduzione attiva, mentre sarebbe opportuno farle in centri a conduzione fisiologica e extraospedalieri.
I vantaggi della conduzione attiva non sono ben chiari né tanto meno esenti da complicanze; i vantaggi ci sono solo su indicazione medica specifica.
Elementi di fisiologia
La placenta è un organo meraviglioso, molto speciale che svolge diverse importanti funzioni ossia quelle di:
ghiandola endocrina: produce o partecipa alle produzioni di diversi ormoni che servono a mantenere lo stato di gravidanza, all'utilizzazione dei nutrienti, al travaglio, parto e alla preparazione dell'allattamento;
respirazione: fa arrivare al bambino l'ossigeno che gli occorre, anche in modo attivo (a pompa) nei casi di bisogno;
nutrizione: seleziona le sostanze richieste dal bimbo anche intaccando le riserve della madre, può pompare attivamente glucosio verso il bambino e alzare il livello di zuccheri nel sangue materno;
deposito: di nutrienti, vitamine e sali minerali: una specie di riserva energetica
funzione renale: mantiene un buon equilibrio di liquidi e sali nel corpo del bambino ed elimina le sostanze di scarto;
protezione: protegge da molti microrganismi,( ma non da tutti), dallo stress materno.
Produce il liquido amniotico
Queste funzioni non cessano con la nascita del bambino, ma continuano fino al taglio del cordone o (se quest'ultimo non viene reciso) al secondamento permettendo il graduale adattamento del bambino alla vita extrauterina e la creazione di depositi energetici, di sangue e di ferro.
Alla nascita del bimbo, a cordone integro, la placenta produce delle sostanze (prostaglandine) che fanno contrarre l'utero e ispessire la parete muscolare uterina tranne la porzione in cui è attaccata la placenta.
Progressivamente altre contrazioni ridurranno l'area in cui è attaccata fino al completo distacco; secondo dove è adesa (sul fondo o anteriormente o posteriormente) il sanguinamento può esserci prima o dopo il completo distacco.
Altri ormoni prodotti fisiologicamente in questa fase (picchi d'adrenalina, di ossitocina) aiutano nell'espulsione della placenta: la posizione in cui ti poni può essere molto d'aiuto, se sei in piedi o accovacciata, l'espulsione è favorita.
Nel frattempo i livelli d'ossitocina aumentano ancora di più fino a 30 minuti dalla nascita, se il bimbo è vicino a te, la fisiologia prevede che, in assenza di qualsiasi manovra, il contatto pelle a pelle, occhi-occhi e l'attaccamento precoce al seno del bambino favoriscono l'attivazione
ormonale che prepara al secondamento, la suzione precoce mantiene alti i
livelli d'ossitocina per tutto il periodo post parto (fattore molto importante e che permette di ridurre notevolmente la perdita di sangue).
L'attesa media del secondamento è di una - due ore.
Le complicanze che possono sopraggiungere nel secondamento sono una perdita ematica superiore alla norma, il distacco parziale e la ritenzione placentare.
I risultati delle ricerche
Enkin et al: il secondamento attivo riduce significativamente la perdita ematica dopo il parto, ma aumenta il rischio di ipertensione, nausea e vomito. Le ricerche sono state condotte in ambienti dove il secondamento attivo costituisce la routine.
OMS: Il secondamento attivo è stato di recente messa in discussione con l'idea che possa interferire con i processi fisiologici a danno della madre e del bambino. Sulla conduzione "in attesa dei tempi fisiologici del secondamento" l'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) dice che ciò comporta: "nessun effetto significativo rispetto alle emorragie postpartum e alla ritenzione di placenta.
Quello che la ricerca non sa
La ricerca non indaga sugli aspetti comportamentali e emozionali del secondamento.
Presso le popolazioni indigene, prive di tutti i nostri farmaci e presidi sanitari, una volta nato il bambino, la donna rimane concentrata su di sé, sull'espulsione della placenta perché
questo è un momento molto delicato in cui è in gioco la vita della madre e quindi del bambino. Il cordone non viene mai tagliato perché ciò si pensa che possa produrre la ritenzione della placenta e maggiore emorragia. Solo dopo la nascita della placenta il bambino viene accolto.
L'attenzione della mamma va tenuta attiva sui segni del secondamento e sulla necessità di concludere il parto.
Ultime ricerche suggeriscono che più importante della quantità di sangue che una donna perde sia l'analisi dell'emoglobina a distanza di 10 giorni dal parto.
Gli aspetti globali
Al momento della nascita le prime sensazioni possono essere varie e contrastanti:
sollievo, liberazione, disorientamento, negazione, attenzione sul bambino,
realizzazione dell'accaduto: ci vuole tempo per accogliere.
Conoscersi, riconoscersi, il contatto e l'accoglimento del bambino sono premesse indispensabili per un buon secondamento: è anche per questo che i tempi variano molto da donna a donna.
In talune culture la placenta gode di un'attenzione particolare, è un organo sacro, è tramite tra il mondo degli spiriti e il mondo terreno. Dopo la nascita del bambino e il distacco suo dalla placenta, essa rimane la sua parte appartenente al mondo degli spiriti. Alcune popolazioni la seppelliscono sotto un giovane albero che crescerà insieme al bambino, oppure la bruciano. In altri la osservano accuratamente per prevedere gli avvenimenti futuri che interesseranno il villaggio, in altri ancora le neomamme bevono o mangiano la placenta (come succede negli animali) per favorire la ripresa e stimolare la produzione di latte. Di fatti la placenta è un potente farmaco, con poteri ricostituenti, antidepressivi, curativi per molte malattie di madre e bambino, tra cui sembra anche il cancro. Può essere essiccata al forno, polverizzata e usata in piccole dosi, sia in puerperio che dopo. In Germania, ad esempio, è possibile produrre rimedi omeopatici da una piccola porzione di placenta prelevata vicino al cordone ombelicale grande come un unghia del pollice (vedi D&D n° 36): questi rimedi possono diventare unimportante risorsa per mamma (per allattamento, future gravidanze, dismenorrea, climaterio etc.) e bambino (coliche, malattie da raffreddamento etc).
Le implicazioni per la pratica assistenziale
L'attenzione della conduzione medica è focalizzata particolarmente sulle possibili complicanze ostetriche, per questo la salvaguardia del primo legame, del bonding, del contatto madre-bambino passa assolutamente in secondo piano anche quando non è giustificato. Spesso il tempo diventa il fattore determinante in ospedale, per cui attendere i tempi fisiologici a volte significherebbe "perdere tempo" che potrebbe essere più utile per altre "cose". L'attuazione della conduzione passiva implicherebbe il cambiamento di comportamenti fortemente radicati, protocollati, routinari: difficile ma non impossibile. In alcuni ospedali alcuni operatori sono riusciti ad attuarla in sicurezza e preservando la relazione mamma-bambino.
Le scelte possibili per te
- conoscere il luogo in cui vuoi partorire e le sue pratiche per il secondamento e scegliere quello adatto a te;
- incontro pre-parto individuale o in gruppo informativo ;
- consenso informato: stabilire se dai il tuo consenso o no alla modalità del secondamento
Che cosa può fare l'ostetrica
- informare e educare la futura mamma;
- rispettare i tempi fisiologici;
- rispettare le tue richieste
- favorire il primo legame, l'accoglimento del bambino nella coppia in un ambiente il più intimo possibile;
- limitare gli interventi e le manovre a quelle strettamente necessarie
- offrire sostegno difensivo
- osservare bene i segni di distacco fisiologico e mantenere l'attenzione sua e tua
Che cosa può fare il medico
- intervenire solo quando se ne ravvede la necessità;
- rispettare l'intimità del momento.
Che cosa puoi fare tu
- chiedere il tempo per l'accoglimento del bambino;
- chiedere il rispetto della fisiologia;
- chiedere il tempo d'adattamento per il bambino;
- ascoltare le sensazioni del tuo corpo (contrazioni, dolore) e rispettarle;
- sentire con le mani l'utero;
- tenere stretto il bambino e attaccarlo al seno;
- coinvolgere il partner;
- Piano del parto che esprime la tua volontà;
Cosa può fare il partner
- coinvolgersi nell'accoglimento;
- sostegno difensivo;
- chiedere di tagliare il cordone solo quando sia bianco e collassato;
Quali sono le domande da porre
- Vorrei riservare le manovre per il secondamento alla stretta necessità;
- Posso vedere/toccare il cordone?;
- Il cordone può essere tagliato dopo l'espulsione della placenta?;
- Posso alzarmi per espellere la placenta?;
- Posso vedere la placenta?
- Vorrei portare la placenta a casa
Quali sono i miei diritti
- Diritto di non essere separata dal bambino;
- Diritto di dare o meno il consenso informato per interventi e procedure mediche attive;
- Diritto che vengano ascoltate le richieste dell'utente per il travaglio/parto e post-parto (piano del parto).
- Benche'
la placenta moralmente appartenga alla donna, ci sono delle norme igienico-sanitarie che per legge si contrappongono a questo desiderio tu cosa ne pensi?
Riferimenti:
- Carta dei servizi pubblici sanitari (1995) riferiti al parto
- Tecnologia appropriata per la nascita: Raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità;
- Leggi regionali per una corretta assistenza alla nascita ad es.:
Lazio: LR n° 84 del 3 giugno 1985;
Abruzzo: LR n° 35 del 11 aprile 1990;
Marche: LR n° 22 del 27 luglio 1998;
Liguria: LR n°24 del 6 aprile 1995;
Emilia Romagna:LR n26 del 11 agosto 1998.
- Rapporto sanità 2001, la continuità assistenziale.
- DPR 15 LUGLIO 2003 N° 254
Come posso saperne di più
Riviste e libri:
Il secondamento e il taglio del cordone: D&D il giornale delle ostetriche n° 36;
La placenta:D&D il giornale delle ostetriche n°13;
La scelta informata: D&D il giornale delle ostetriche n° 25;
Parto e nascita senza violenza di L. Braibanti RED edizioni;
Il bambino di D. Morris Oscar Saggi Mondatori;
Un tempo per nascere di P.W. Nathanielsz Bollati Boringhieri.
Links:
Scelta informata: Il taglio del cordone (Rita Beltrame);
http://www.guidesupereva.it/nascita
http://www.catpress.com/verenaschmid
http://www.compleatmother.com
http://www.midwiferytoday.com
http://www.pregnancyminingco.com
http://www.ncbi.nlm.gov/entrez (Pub Med)
http://www.assomedici.it/consensoinformato.htm
http://www.uniconsumo.it (carta dei servizi pubblici sanitari)
http://www.agora.stm.it (carta dei diritti della partoriente: art. 15).
Bibliogafia scientifica:
OMS: Care in normal birth, 1996
Enkin et al: Effective care in pregnancy and childbirth, Oxford press 2000
Wagner M: La macchina del parto, red ed. 1999